La percentuale di acido oleico in un olio oltre ad indicarne l'acidità, ne è il principale indicatore della qualità. Più è alto il suo valore, più vuole dire che la qualità del prodotto è scadente. L'acidità, espressa in acido oleico, può aumentare anche a seguito di negligenza nelle fasi di produzione, e cioè utilizzo di olive troppo mature, intervalli di tempo eccessivamente lunghi tra la raccolta e la lavorazione delle olive, scarsa cura nella lavorazione. L'acidità non è riscontrabile nel sapore dell'olio, ma è definibile solo mediante analisi in laboratorio. Non deve essere pertanto confusa con il leggero pizzicore che è invece indice di bassa acidità e recente spremitura delle olive.
E' l'allevamento di organismi acquatici, cioè pesci, molluschi, crostacei e piante acquatiche, destinato sia al consumo umano, sia al ripopolamento di ambienti acquatici, all'acquariofilia, alla farmacologia, alla pesca sportiva, ecc. Nasce originariamente come attività di supporto alla pesca, ma si organizza in scala industriale solo a partire dagli anni '70.
La maggior parte della produzione in acquacoltura è costituita da specie di acqua dolce (quali la trota, il pesce gatto e lo storione) e da specie eurialine, quali spigole e orate, seguite da anguille e saraghi; larga parte della nostra produzione è rappresentata anche dai mitili e dalle vongole, meno dalle ostriche.
Sostanza chimica che viene aggiunta in quantità minime ad un prodotto per migliorarne alcune caratteristiche o per conferire ad esso particolari proprietà.
E' la perdita precoce delle foglie per compiere la fotosintesi attraverso i fusti giovani ancora verdi. Caratteristica di numerose specie di leguminose arboree ed arbustive tipiche della vegetazione mediterranea (ginestre).
Defoliante, combinazione di differenti erbicidi, usato dalle forze armate statunitensi nel corso della guerra del Vietnam per distruggere la vita vegetale in particolari obiettivi, in particolare le foreste che offrivano rifugio al nemico e i raccolti che lo sostenevano. Ad esso vengono attribuiti una varietà di danni all'ambiente e alla salute umana, questi ultimi ancora riscontrabili tra i reduci americani e le popolazioni vietnamite. Gran parte dell' A.O. usato in Vietnam era prodotto da Monsanto, ora gigante del Biotech, che attualmente produce il Roundup, altro erbicida a largo spettro (v. glifosato), e le sementi di soia Roundup Ready che resistono all'irrorazione con tale erbicida.
Tecniche di coltivazione e di allevamento spesso non molto diverse da quelle dell'agricoltura convenzionale, finalizzate a mantenere la fertilità del terreno, la salute delle piante e aumentare la qualità dei prodotti ottenuti, attraverso pratiche talvolta più vicine alla magia che non alla razionalità (per es. influenze cosmiche). All'interno dell'agricoltura biodinamica si trovano pratiche colturali efficaci come il sovescio. Non è stato dimostrato che l'agricoltura biodinamica ottenga risultati migliori rispetto all'agricoltura tradizionale, nonostante quanto viene affermato dai suoi sostenitori.
Modalità di produzione basata sull'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale. I prodotti che si ottengono sono sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione, provenienti da aziende polifunzionali ed ottenuti cercando di ridurre al minimo l'utilizzo di energie ausiliarie, se non quelle previste dal Reg. CEE 2092/91. L'agricoltura biologica è l'unica forma di agricoltura controllata in base a leggi europee e nazionali: ci si basa su un Sistema di Controllo uniforme in tutta l'Unione Europea. L'azienda che vuole avviare la produzione biologica notifica la sua intenzione alla Regione e ad uno degli Organismi di controllo e certificazione autorizzati dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Le aziende agricole che producono con il metodo biologico devono documentare ogni passaggio della produzione assicurando la totale tracciabilità del prodotto biologico.
Comporta l'adozione di tecniche di allevamento e coltivazione tradizionali, in cui è previsto l'uso di prodotti chimici di sintesi a scopo fertilizzante ed antiparassitario. Agricoltura di tipo intensivo e generalmente monoculturale.
Presuppone l'adozione di tecniche di coltivazione eallevamento che prevedono l'utilizzo di prodotti naturali ed un limitato impiego di prodotti chimici sintetici. Queste tecniche si inseriscono tra l'agricoltura convenzionale e quella biologica. Per questo tipo di agricoltura non esiste una legislazione comunitaria o nazionale di riferimento, ma solo provvedimenti emessi da alcune regioni.
Agenda 2000 riconosce il carattere multifunzionale dell'agricoltura in quanto produttrice di beni alimentari e base dello sviluppo equilibrato, a partire dalle aree rurali, ruolo che svolge nell'economia, nell'ambiente e nel paesaggio e per il mantenimento dell'identità culturale di vaste aree. La PAC ha previsto un regime di aiuti al reddito per sostenere la costruzione del modello europeo dell'agricoltura multifunzionale. La visione multifunzionale dell'impresa agricola e della pesca riguarda sia gli aspetti di impresa che produce sia beni alimentari e servizi vendibili (legati, per esempio, al turismo, all'artigianato, al tempo libero, ma anche al recupero dell'identità culturale e delle tradizioni) sia, valori esterni, quali l'ecocompatibilità, il benessere animale, la biodiversità, i quali rispondono ad una domanda che non è residuale, ma rappresenta un'aspirazione più profonda volta a ridefinire il legame che la società può intrattenere con la natura, attraverso l'agricoltura e gli agricoltori.
Si distingue dal turismo rurale offerto in strutture extra alberghiere, in quanto l'ospitalità è offerta nell'azienda stessa, utilizzando fabbricati rurali adattati allo scopo, con la possibilità molto spesso di stabilire un contatto familiare con i titolari e di instaurare rapporti umani non episodici.
L'agriturismo offre i propri servizi a prezzi normalmente più attraenti di quelli esercitati dalle strutture ricettive commerciali e offre opportunità occupazionali a figure diverse, favorendo la crescita di professionalità normalmente estranee al settore agricolo.
Il cliente oltre a ricevere ospitalità e a usufruire di pasti, può acquistare direttamente i prodotti aziendali o entrare in contatto con gli animali oltre essere intrattenuto in attività culturali.
Insieme degli ecosistemi, di origine antropica o di origine naturale ma alterati per azione dell'uomo, ove vengono svolte attività di tipo agricolo, selvicolturali o pastorali.
Prodotti alimentari che hanno subito una manipolazione genetica. Hanno una composizione genetica che la natura non avrebbe potuto produrre, in quanto vengono trasferite le proprietà particolari di una specie ad un'altra. La presenza di ingredienti che sono stati geneticamnete modificati contenuti eventualmente in un prodotto deve essere espressamente segnalata in etichetta.
Famiglia/specie/organismo che non appartiene alla fauna di una determinata area, ma che vi è giunto per l'intervento dell'uomo. Termine spesso sinonimo di "esotico" e "allottono" e inteso come contrario di "autoctono".
Impollinazione incrociata, che può verificarsi col trasporto del polline sui fiori della stessa pianta o col trasporto su fiori di altre piante della medesima specie.
E' la capacità di alcune sostanze, che vengono rilasciate nel terreno in seguito alla decomposizione dei residui vegetali, di esercitare effetti negativi sulla germinazione di altre specie.
Farmaci utilizzati dalla medicina tradizionale che inducono effetti contrari alla natura della malattia, cioè sopprime i sintomi considerando non tanto l'ammalato nella sua interezza, ma l'organismo come un insieme di organi e apparati tutti distinti l'uno dall'altro.
Piante che vivono in ambienti e substrati ricchi di sale. La loro resistenza alla salsedine si deve ad una particolare struttura plasmatica e ad una ridottissima superficie traspirante oppure ad attitudini osmotiche speciali o capacità particolare che permettono loro di eliminare il sale in eccesso per escrezione.
Ambiente caratterizzato da ampi tavolati calcarei, privi di acque superficiali. Generalmente a clima medioeuropeo con temperature medie comprese tra 10-13 °C, senza siccità estiva.
L'ambiente climatico condiziona la possibilità di impatto dei prodotti impiegati in agricoltura nei confronti delle acque. Nei climi umidi, la distribuzione delle precipitazioni è relativamente omogenea nel corso dell'anno. La quantità di acqua apportata dalle precipitazioni meno quella persa per evapotraspirazione è spesso vicina a quella drenata dal suolo; questo eccesso di umidità nel suolo è una caratteristica presente per la maggior parte dell'anno, cosicché i processi di lisciviazione sono accentuati e la somministrazione di fertilizzanti comporta maggiori rischi di trasporto alle acque sotterranee.
In climi tendenzialmente aridi più comuni nel sud dell'Italia e nelle isole le precipitazioni si hanno solo in alcuni mesi dell'anno. L'umidità del suolo raramente supera la capacità di ritenzione idrica, cosicché l'acqua difficilmente penetra liberamente verso gli strati inferiori.
I climi temperati-mediterranei sono caratterizzati da temperature intermedie, e la piovosità annua totale può essere relativamente abbondante, anche se la distribuzione nelle diverse stagioni è piuttosto irregolare. L'andamento più comune è quello di una stagione calda e secca con occasionali temporali.
La stagione secca coincide con quella in cui l'evapotraspirazione raggiunge i suoi valori massimi; l'irrigazione è essenziale per prevenire stress delle colture a causa della mancanza di umidità.. Tipicamente in queste fasce climatiche l'umidità del terreno può superare la capacità di ritenzione idrica solo per brevi periodi all'anno. Come conseguenza la percolazione delle acque verso la falda è limitata ad un periodo definito, per cui si possono studiare possibili interventi per prevenire eventuali processi di trasporto indesiderati.
La maggior parte della lisciviazione dei nitrati si verifica durante i mesi invernali ed all'inizio della primavera, quando le precipitazioni ed i fenomeni di percolazione sono elevati e l'evapotraspirazione è limitata.
Ambiente particolarmente inospitale caratterizzato da temperature basse e da un substrato pedologico poco sviluppato costituito in prevalenza da frammenti rocciosi deposti in seguito al ritiro di ghiacciai.
Ambiente caratterizzato da distese pianeggianti in aree a clima continentale temperato o freddo, con suolo generalmente basico e poco fertile: Le specie vegetali maggiormente adattate a questo ambiente sono le graminacee.
Raggruppamento sistematico comprendente le piante i cui fiori hanno ovuli racchiusi in ovario. Si suddividono in due classi: Monocotiledoni e Dicotiledoni.
Si intende l'apporto di materiale al terreno mediante distribuzione sulla superficie del terreno, iniezione nel terreno, interramento, miscelazione con gli strati superficiali del terreno.
"Grandiosi erbari viventi" che svolgono funzioni di orti botanici per piante arboree ed arbustive finalizzati a scopi diversi, di grande importanza in passato, ma anche oggi di notevole attualità: scopi didattici e pedagogici, scopi di conservazione ed arricchimento del patrimonio vegetale forestale, scopi scientifici e scopi ornamentali. È dagli arboreti e dagli orti botanici che nella maggior parte dei casi i vivaisti produttori di piante ornamentali hanno avuto idee e spesso materiale di propagazione da diffondere poi sul mercato.
Superfici utilizzate per la coltivazione dei pioppi ad alto fusto (anche se il suolo viene parzialmente adibito a coltivazioni erbacee a carattere accessorio o marginale) e la superficie investita prevalentemente a fruttiferi destinati alla produzione di legname e non di frutta (ad esempio noce, ciliegio, susino, eucalipto, ecc.).
Studio della piante e delle comunità di piante del passato che ha lo scopo di comprendere meglio l'evoluzione delle piante e la loro distribuzione.
Involucro che avvolge parzialmente l'ovulo e quindi il seme di alcune Gimnosperme. E' quasi sempre carnoso e spesso colorato.
E' una protezione attribuita a quei prodotti agricoli o alimentari che devono essere prodotti utilizzando materie prime tradizionali oppure avere una composizione tradizionale o aver subito un metodo di produzione e/o di trasformazione del tipo tradizionale. Per questi prodotti è stata definita una sigla distintiva: "Specialità Tradizionale Garantita". In altre parole si consente ad un prodotto, con caratteristiche qualitative specifiche, di godere di una differenziazione rispetto ai prodotti della stessa categoria, mediante il riconoscimento di una attestazione di specificità. Ha recentemente ottenuto il riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita la "Mozzarella" che attualmente risulta essere l'unico prodotto italiano ad avere questo riconoscimento. La specificità di un prodotto viene strettamente legata alla tradizione con riferimento o alle materie prime o ai processi di produzione e trasformazione o alla composizione.
Disseminazione autonoma, che esclude forme esteriori di energia per attuarsi. E' sinonimo di autodisseminazione.
Famiglia/specie/organismo originario del territorio in cui vive. Termine spesso sinonimo di "indigeno" e "autottono" e inteso come contrario di "alloctono".
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